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Furto o donazione? + bang bang assaggio

Uno che conosco parcheggia la sua vespa 125 davanti la biblioteca regionale di Palermo.
Mette in cavalletto, apre il bauletto, tira fuori la catena, la passa tra ammortizzatore e ruota, chiude il lucchetto.
Poi va via.
Manca 3 ore circa.
Al suo ritorno la vespa 125 non c'è più. E non l'hanno portata via i vigili.
E' stata presa da qualcuno che si è accorto che nel bauletto c'erano le chiavi attaccate, sia della vespa che del lucchetto.
Questo che conosco poi è andato a fare la denuncia alla questura, parlando con i carabinieri si pone un problema, devo denunciare un furto oppure una donazione?
Quello di cui sto parlando sono io, quanto a "coglione", me lo dico da solo.

La notte di Filippo Marchese

(...) 

La notte tra il 3 e il 4 agosto c’è movimento di gente, sbrigati spirugghiati, afferra tutte cose prima che arrivano, sì, prima che arrivano. Questi sono tutti i parenti di Filippo Marchese. E Filippo Marchese lo ha detto, subito, prima che qui c’è il viva maria di carabinieri e di giornalisti che fanno la fotografia a tutti e ci fanno un bordello di domande, l’interrogatorio. Mentre parla Filippo Marchese pensa a un bel viva gesù di pistolettate tanto per gradire. Smuoviamoci il sangue. Questa è parola che tre secondi e sono tutti nelle macchine pronti per partire. Destinazione? Palermo, non c’è bisogno di dirlo, ma no alle case proprie, case di parenti, che se no ti vengono a trovare. Mi raccomando, state attangati, chiusi, non aprite la finestra. La bocca non c’è bisogno di dirlo, solo per mangiare.

Dopo che tutte queste operazioni di lascia e di piglia sono fatte, Filippo Marchese sente che ha bisogno di una cosa sola, un poco di pace e di silenzio per il suo cervello. Si deve concentrare, deve ragionare. Gregorio è morto, lo hanno ammazzato, muriu. Gregorio va onorato e vendicato, sia per lui che per quelli che restano in vita e potrebbero fare la fine degli agnelli a Pasqua. Certe cose non si fanno, sicuramente non a Filippo Marchese che le pistole le ha gratis, e le pallottole pure. Ragioniamo. Questi porci assassini hanno ammazzato un componente della famiglia Marchese di corso dei Mille. Già questa cosa gli fa muovere una mano, quella destra, che si alza e cerca il grilletto. Filippo Marchese alza la mano sinistra e blocca quella destra. Questi porci assassini hanno turbato la quiete familiare di una mangiata estiva, senza ritegno. Meritano di essere ammazzati, un cristo che poi li resuscita, e di essere ammazzati di nuovo, questo meritano e questo avranno. Filippo Marchese così la interpreta la cosa e così è, questi che hanno sparato si devono potere quietare un poco solo dopo che sono morti. Filippo Marchese lo giura sull’anima dei suoi figli che intanto se li vede davanti, uno dopo l’altro, figli belli, di prima categoria, capolavori di figli. Filippo Marchese li ha tutti davanti gli occhi questi figli che sono opere d’arte, li potrebbe pittare con gli occhi, tutto ha memorizzato di loro, la risatina, come buttano i piedi. Devono fare la fine del crasto questi che hanno sparato, la fine del crasto, morto ammazzato. Pure loro, alla stessa maniera.


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Pubblicato il 15/9/2009 alle 19.5 nella rubrica Diario.

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