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17 aprile 2009

Fiera Torino + assaggio Bang Bang

 Ciao a tutti, siccome sono bimbo scemo, ho cancellato per sbaglio il post che avevo scritto e ora mi tocca ricordarmelo.
Vi ringrazio per sollecitarmi per la mia assenza, Wood tra tutte, ma per ora sono uno di quelli che proprio non ce la faccio, vorrei ma poi mi perdo.

Fiera del libro di Torino: con 18:30 edizioni abbiamo uno stand nella Sala Incubatore, A 49, prorpio all'ingresso, il ns stand fa angolo.
Sabato 16 alle 19:00 nella sala quasi attigua faremo le presentazioni:
Torino di Anna Wood Bosco - L'arrosto con le patate di Zecche-Mjb/Gramigna/Sema - Se non sai cosa fare di Guiro Karelias - una cosa di stupefatta.ilcannocchiale.it  e tante altre cose, anche Panna Smontata del tags-amico Luca Gastaldology.
Sarebbe bello incontrarci tutti.
Per la presentazione farò il valletto a lucyspicedvanilla, sarà lei a condurre le interviste.
[moutoy+cop.jpg]
E intanto beccatevi un assaggio di questa cosa che sto scrivendo, titolo provvisorio Bang Bang (ex latitante).
Ah, leggendo leggendo ho scoperto che Bernardo Provenzano nel suo ultimo covo aveva un CD con le canzoni dei Puffi.

Questo paese è un film. Lo penso tutte le volte che parcheggio, che metto il mio motobecane sul cavalletto ed entro nel bar per prendere servizio.

Buon giorno don Ciccio, ciao zio, e gli do una vasata.

Quello di mio zio è un bar da mille caffè al giorno.

Guardo le tazze e guardo a come la gente beve il caffè, il rituale di chi lo mescola a lungo, il gesto veloce di chi lo beve senza assaporarlo come una medicina, come un gesto dovuto, e quelli che più in confidenza suggellano giornalmente la loro amicizia bevendo un caffè in due; quelli che il caffè lo offrono e quelli che insistono di poter pagare prima di accettare, quelli che davanti alla cassa fanno a gara per poggiare la banconota da cinque mila lire sul piattino del resto.

Io il caffè non lo bevo e non solo perché non mi piace.

Il caffè non è come l’acqua che bevi perché hai sete, e nemmeno come la coca cola o l’aranciata. Il caffè è un’altra cosa che ha a che fare con la raggiunta maturità, col privilegio di far parte della cerchia di chi lo beve. Il caffè non si beve per berlo ma per far vedere che lo bevi, che lo stai bevendo, che lo hai bevuto. Che sei andato al bar a berlo.

Il caffè di casa non ha lo stesso valore, è un caffè privato. È un caffè che passa inosservato.

Il caffè rappresenta molti di quelli che non mi piacciono.

Io le tazzine le butterei dopo che certuni ci hanno bevuto.




permalink | inviato da zecche il 17/4/2009 alle 9:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (28) | Versione per la stampa


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